sabato 18 novembre 2017

Un bravo acconciatore lo sa: Tutto inizia e o finisce con un buon shampoo...

                                              LA FINALITA' DELLA DETERSIONE


La detersione è l’azione cosmetica di “manutenzione” principale: quotidiano atto igienico e necessità sociale. Il verbo detergere deriva dal latino e letteralmente signifi ca “togliere via sudiciume o sostanza nociva”. Io sporco , presente sulla pelle e sui capelli, è costituito dai detriti tissutali, dalle stesse cellule cornee in distacco, dalle secrezioni (sebacea e sudorale), cui si ingloba, lo sporco derivante dall’ambiente che ci circonda. Detergere è anche atto igienico, non a caso è anche il primo strumento di deodorazione corporea. Sulla pelle vive infatti una popolazione di batteri e miceti: alcuni “utili” , altri che si possono considerare “parassiti quiescenti”…pronti a proliferare a scapito dell’ospite, quando le sue difese chimiche, strutturali o funzionali risultano carenti. Da qui la necessità, praticamente antica come la civiltà umana, almeno per quanto riguarda stoviglie e capi di abbigliamento e forse solo più tardi per la pelle e i capelli, di aggiungere all’acqua qualche particolare sostanza per renderla più affi ne allo sporco e pertanto molto più effi cace come detergente.




I DETERGENTI

I comuni detergenti, saponi compresi, sono basati su sostanze tensioattive. Come suggerisce il nome, si tratta di sostanze in grado di agire sulla tensione superfi ciale nel caso dei tensioattivi detergenti la tensione tra sporco (a carattere lipofilo) e acqua (idrofila) e anche tra sporco e substrato (pelle, capelli).



I TENSIOATTIVI  






Caratteristiche dei tensioattivi .

sabato 1 aprile 2017

Parliamo di Fanghi ed Alghe

Fanghi, Alghe , Argille



I fanghi
I fanghi (peloidi) sono melme ipertermali (oipertermalizzate), che derivano dall’unione di una componente solida (argilla e/o altriminerali) con una componente liquida(acqua minerale), utilizzata in ambito medico e dermocosmetico sotto forma di impacchi. 


Peloido cosmesi

Il termine peloidocosmesi deriva dal greco pelòs(fango) e si riferisce ai trattamenti/prodotti realizzati con l’ausilio di fanghi termali. I fanghi (peloidi) sono melme ipertermali (o ipertermalizzate), che derivano dall’unione di una componente solida (argilla e/o altri minerali) con una componente liquida (acqua minerale),utilizzata in ambito medico e dermocosmetico sotto forma di impacchi.


Le alghe

Le alghe sono ricche di sali minerali (cloro,sodio, potassio, calcio, fosfati, magnesio,iodio, ferro, zinco, rame...), che rappresentano il 3-18% della materia secca e sono spesso legati ai polimeri glucidici. Il contenuto vitaminico (A, B, C,D, E, K, B12) è variabile, mentre abbondano le proteine, i glucidi (40-68%,soprattutto polisaccaridi) e i lipidi.

Per visualizzare gli appunti    

 potrai scaricarlo gratuitamente. 

lunedì 11 aprile 2016

COSMETICI CERTIFICATI Ecobio



Come si può capire se un qualunque cosmetico è certificato Biocosmesi, Ecobio, o Cosmetico biologico? Le terminologie utilizzate in etichetta sono tante e molto spesso fuorvianti; quello che tuttavia dobbiamo cercare è il logo dell’ente certificatore che riporti un numero preciso di certificato e il riferimento al tipo di certificazione che, come detto sopra, può essere: EcoBiocosmesi – Biocosmesi – Cosmetici Biologici ecc… a seconda del diverso ente certificatori.

Ma perché tutte queste diverse definizioni e loghi?

Parlando  con produttori di cosmetici sia convenzionali che biologici e anche con i consumatori, mi sono resa conto che il settore della Biocosmesi è fonte di grandi equivoci e conoscenze a volte troppo frammentate  essendo un settore non contemplato dalla normativa vigente (ebbene sì, non esiste alcuna norma – decreto – legge- che regoli questo settore) lo stesso termine Biocosmesi spesso può indicare caratteristiche anche molto diverse fra loro,

Gli enti certificatori hanno, negli anni, redatto Disciplinari Privati che differiscono fra di loro alcuni in piccola misura altri in maniera sostanziale.

Ecco che quindi, a seconda dell’organismo certificatore, il termine Biocosmetico, può significare cose diverse.

Vi sono tante categorie di certificazione, ad ognuna delle quali corrispondono determinate percentuali di Ingredienti Biologici, Ingredienti Naturali, Ingredienti di Origine Naturale, Ingredienti di Sintesi, che però non sono le medesime per tutti gli enti certificatori.

Eco-bio
 acquistare un cosmetico certificato Biocosmesi – Ecobiocosmesi – Bio, non significa che esso sia biologico al 100 % della totalità dei suoi ingredienti come molte persone credono.

In un cosmetico vi sono diverse categorie di ingredienti, e le percentuali di ingredienti biologici si riferiscono alla parte vegetale degli ingredienti che costituiscono l’intera formulazione

Ecco che diventa quindi importante, anzi fondamentale, che l’etichettatura del prodotto sia chiara e vi si possa desumere la qualità del cosmetico Biocertificato, qualunque sia l’ente che lo ha certificato. Cerchiamo quindi di scegliere prodotti che riportano in etichetta la percentuale di ingredienti biologici presenti, poiché potremmo trovarci di fronte ad un cosmetico che ha un etichetta Bio ma che contiene solo un 1 o 2 % di ingrediente biologico. Nulla di male in questo, ma è bene che chi acquista sia consapevole di COSA acquista.
Va fatta comunque una precisazione: per ottenere la certificazione, la maggior parte degli Enti Certificatori effettua severi controlli non solo sul cosmetico stesso, ma su tutta la filiera di produzione: fornitori di materie prime, impianti di produzione, aree di stoccaggio, imballaggio finale del prodotto, trasporto ecc..

Capiamo quindi che, quando acquistiamo un cosmetico certificato, possiamo avere la certezza non solo della qualità del prodotto finale ma anche della eco-sostenibilità di tutta la filiera produttiva.

E’ evidente che, dietro all’acquisto di un prodotto certificato Biocosmesi, si acquista anche la garanzia che non solo il prodotto è stato debitamente controllato e quindi certificato, ma anche tutto il “ciclo di vita”, dalla consegna della materia prima in azienda, alla consegna del prodotto finito presso l’utente finale (negozi specializzati, estetiste, erboristerie, ecc..), risponde a criteri di sostenibilità ed ecologicità.



LE MAGGIORI CERTIFICAZIONI DELLA BIO COSMESI : dagli enti certificatori italiani al COSMOS STANDARD


  • Imparare a riconoscere un cosmetico naturale distinguendolo da uno tradizionale. 
  • Metodo delle certificazioni : un bollino rilasciato da un ente terzo. 
  • Una certificazione non vale un' altra, imparare a distinguere i diversi loghi per riuscire a scegliere il prodotto che più  si avvicina alle nostre aspettative.  
Il logo della Lav , ad esempio garantisce che non sono stati fatti test su animali , ma non che il cosmetico si anaturale o biologico.
I vari enti sono nati nell' ambiente delle certificazioni alimentari , successivamente si sono evoluti nel campo della cosmesi. 
Ancora oggi orientarsi nella scelta risulta un tantino complicato in quanto non esiste un disciplinare standard europeo, ovvero una certificazione comune a livello comunitario. 
Esistono invece, diverse certificazioni per ogni singolo stato europeo. 
In attesa dello standard comune , gli adetti ai lavori hanno creato un disciplinare internazionale il COSMOS STANDARD( cosmos-standard visita ) il cui logo andrà  ad affiancare il logo delle certificazioni nazionali.  

CERTIFICAZIONI COSMETICHE EUROPEE 

ECOCERT : Francia, il principale ente di certificazioni delle produzioni agrobiologiche più  diffuso al mondo. I livelli sono due:


  • COSMETICO BIOLOGICO  


IL 95% degli ingredienti deve essere di origone naturale , il 95% degli ingredienti vegetali devono essere certificati biologici. 


  • COSMETICO ECOLOGICO. 
L 95% degli ingredienti deve essere di origone naturale , il 50% degli ingredienti vegetali devono essere certificati biologici. 
In entranbi i casi gli additivi di sintesi non devono superare il 5% in peso e selezionati da un particolare disciplinare. 

COSMEBLO associazione dei produttori bio , certificazione che si articola in : 

  • BIO : il 95% degli ingredienti sia mnaturale o di origine naturale e che il 95 % degli ingredienti vegetali siano certificati biologici. 
  • ECO: prevede che almeno il 95 % degli ingredienti  si naturale o d' origine naturale e che il 50% degli ingredienti vegetali sia biologica. 

BDIH è  la principale certificazione tedesca , rilasciata dall' associazione di categoria delle aziende cosmetiche bio. 
Il disciplinare dedicato ai cosmetici è  piuttosto rigoroso e già  oggi non ammete la minima percentuale di ingredienti di origine petrolchimica.

SOIL ASSOCIATION il più  antico ente di certificazione europeo di produzioni agrobiologiche e il più  importante del Regno Unito . Ha uno standard anche per i prodotti cosmetici che parte da un minimo di 70% di ingredienti certificati biologici.

Per quanto riguarda la mia personale scelta , oltre ai cosmetici convenzionali,  utilizzo diverse linee di aziende certificate ICEA. Per saperne di vi posto i link qui in basso.



ICEA Food & Cosmetics Check

CEA Check Cosmetics, il programma realizzato da Icea che ti permette di verificare, comodamente da casa, se gli ingredienti base del prodotto acquistato indicati obbligatoriamente in etichetta, sono compatibili con il metodo di produzione biologico. 

ICEA-CHECK buoni o cattivi? clicca per scaricare.

 per saperne di più visita il sito certificazione ICEA

sabato 5 marzo 2016

Prossimamente... Cosmesi biologica e naturale.

 Ciao amici e amiche , come avrete capito dal titolo del post , sarà  la cosmesi naturale e bio il prossimo tema che ho scelto di approfondire.
 E voi avete mai acquistato un cosmetico certificato?
Come si può capire se un qualunque cosmetico è certificato?
 Biocosmesi, Ecobio, o Cosmetico biologico? Le terminologie utilizzate in etichetta sono tante e molto spesso fuorvianti.
Si parlerà  di marchi, enti certificatori, standard della cosmesi biologica e naturale.
Fatemi sapere cosa ne pensate. Lasciate i vostri commenti nel box qui sotto.
A presto.
Francesca.



venerdì 4 marzo 2016

Dalle piante agli olii essenziali 2 parte.

Ogni volta che sfreghiamo un rametto di rosmarino, lavanda o altre piante  percepiamo un particolare profumo che è dato degli oli essenziali,  sostanze che danno alle erbe e alle spezie il loro  caratteristico aroma, ai fiori e ai frutti la  fragranza.
Il contenuto in oli essenziali  non è uguale per tutte le piante, ma  varia da pianta a pianta.
 Gli olii essenziali sono metaboliti secondari che svolgono  una funzione di attrazione o repulsione nei confronti di insetti e altri animali, ma hanno  anche un ruolo importante nella traspirazione e nei processi vitali della pianta stessa, oltre a una funzione di difesa contro alcune patologie.
L’utilizzo degli oli essenziali, i metodi di estrazione e il loro impiego sono noti sin dai tempi delle più antiche civiltà.

Estrazione e costituzione chimica degli oli essenziali
Gli oli essenziali sono sostanze odorose di derivazione vegetale,  hanno un aspetto oleoso e sono caratterizzati da un basso peso molecolare, che ne garantisce un’elevata volatilità.
Sono presenti in diverse parti della pianta (fiori, foglie, radici, semi, corteccia, resina...) e vengono estratti con diversi metodi  come la spremitura la distillazione in corrente di vapore, oppure l'estrazione con  l’utilizzo di solventi. Per esempio dall'arancio si possono ottenere  l’olio d’arancio dalla buccia del frutto, mentre dai fiori si ricava  il neroli. Un altro esenpio è  anche l’albero del chiodo di garofano produce tipi diversi di olio essenziale dalle gemme floreali, dagli steli e dalle foglie.  Il metodo di estrazione utilizzato dipende dalla qualità del materiale a disposizione e dal tipo di prodotto aromatico che si intende ottenere.

 Gli oli essenziali vengono estratti dal materiale vegetale seguendo due metodi diversi: spremitura o pressione (oli agrumati), oppure mediante distillazione in corrente di vapore (oli essenziali distillati).  Le pomate vere e proprie sono prodotte attraverso un processo tradizionale chiamato enfleurage, che ormai è stato quasi abbandonato.
Gli oli essenziali sono solitamente liquidi, ma a seconda della temperatura  sono inoltre solubili in alcol, grassi e oli. Gli oli essenziali possono essere suddivisi in due gruppi: gli idrocarburi, costituiti quasi esclusivamente di terpeni  e i composti ossigenati (esteri, aldeidi, chetoni, alcoli, fenoli e ossidi).  
Tra gli idrocarburi terpenici si trova il limonene presente negli oli agrumati), il pinene (antisettico presente negli oli di pino e di trementina), ma anche il canfene, cariofillene, fellandrene e il terpinene.
Gli esteri sono i composti ossigenati più diffusi tra gli oli essenziali: acetato di linalile (bergamotto, lavanda e salvia sclarea), acetato di geranile (maggiorana), acetato di eugenile e acetato di lavandulile. Si tratta di sostanze dalle proprietà fungicide e sedative, dotate di aroma fruttato.
Le aldeidi includono citrale, citronellale e nerale (sostanze dal profumo di limone estratte da citronella, melissa, limone e verbena) e presentano generalmente un effetto sedativo.

 I chetoni vengono usati come decongestionanti per le vie respiratorie, grazie alla capacità di migliorare l’eliminazione del muco.Altri chetoni sono la canfora, il carvone e il mentone.  I chetoni sono tra i costituenti tossici più comuni come il tujone (assenzio, artemisia, salvia) e il pulegone (menta pulegio e bucco corto), anche se non tutti i chetoni sono tossici.
Tra i chetoni non tossici troviamo il jasmone (gelsomino) e il fencone (olio di finocchio).

Gli alcoli possiedono diverse proprietà, tra le quali quella antisettica, antivirale e tonificante. Tra gli alcoli terpenici più diffusi troviamo il linalolo (legno di rosa e lavanda), il citronellolo (rosa, limone, euca- lipto e geranio) e il geraniolo (palmarosa).
I fenoli possiedono proprietà battericide, ma possono essere irritanti. I più comuni sono: eugenolo (chiodi di garofano), timolo (timo), carvacrolo (origano
 e santoreggia).
Infine troviamo l’eucaliptolo, un ossido dalle proprietà espettoranti presente nell’eucalipto.

 ESSENZE CONCRETE
 Le essenze concrete si ottengono a partire da materie prime di origine vegetale (corteccia, fiori, foglie, parte erbacea e radice) mediante estrazione con solventi di tipo idrocarburico e, rispetto agli oli essenziali, sono più stabili e concentrate.

ESSENZE ASSOLUTE 
Le essenze assolute si ricavano a partire dalle essenze concrete attraverso un secondo processo di estrazione mediante solvente, si presentano ge- neralmente come dei liquidi viscosi, ma possono anche essere semisolidi o solidi.

I RESINOIDI 
I resinoidi si ottengono a partire da materiale resinoso naturale mediante estrazione con solventi idrocarburici.
Esempi di resinoidi  sono: i balsami (balsamo del Perù), le resine (ambra), le oleoresine (trementina) e le gommoresine oleose (incenso e mirra). I resinoidi possono essere liquidi viscosi, semisolidi o solidi, con aspetto omogeneo.  Come le essenze concrete, i resinoidi trovano impiego in profumeria come fissativi, per prolungare l’effetto dei profumi.

AZIONE COSMETICA DEGLI OLII ESSENZIALI
Gli oli essenziali sono molto utilizzati in cosmetici e prodotti per la cura della pelle.
Di seguito  azioni e campi d'applicazione.

  • Antisettica e antinfiammatoria: per pelli impure e tendenti all’acne (timo, salvia, eucalipto, tea tree, lavanda e limone).
  • Fungicida: per candida e tricofizia (lavanda, mirra, patchouli e maggiorana). Stimolante del tessuto di granulazione o cicatrizzazione: per ustioni, cicatrici e smagliature (lavanda, camomilla, rosa, neroli, incenso e geranio ).
  • Deodorante: contro l’eccessiva sudorazione (bergamotto, lavanda, timo, ginepro e cipresso). Insettifuga e parassiticida: per zanzare, formiche, pidocchi e pulci (aglio, geranio, citronella, eucalipto e canfora).
  • Rubefacente: gli oli provocano un rossore richiamando sangue nella circolazione capillare. Questa azione è utilizzata nei prodotti da massaggio. 

Oli e lozioni per la pelle.
 Gli oli per il trattamento della pelle devono essere applicati attraverso un delicato movimento circolare delle dita per consentirne l’assorbimento.
 L’olio di rosa e di neroli sono indicati per carnagioni secche o mature; l’olio di geranio, di bergamotto e di limone vengono utilizzati per pelli acneiche e grasse.

 Alcune gocce di olio essenziale possono essere aggiunte a una crema o lozione, oppure a una maschera di base per il viso (farina d’avena, miele o argilla insieme alla polpa di vari frutti).
Cura dei capelli. Gli oli essenziali possono essere usati anche per trattare i capelli, aggiungendone alcune gocce all’acqua destinata al risciacquo finale oppure a uno shampoo delicato. Gli oli di rosmarino,  di camomilla sono indicati per rinvigorire i capelli e favorirne la crescita; l’olio di bergamotto e tea tree possono essere usati contro la forfora.

IL MASSAGGIO CON OLI ESSENZIALI

Oli di base (vettori)  con olii essenziali

Gli oli vettori
Gli oli vettori 
Fin dall’antichità si è fatto un grande uso  gli oli vegetali per la cura e la cosmesi della pelle e la ricerca ha dimostrato la validità di questa scelta, in quanto essi stessi sono prodotti insuperabili per il trattamento di inestetismi diversi. L’olio è sempre stato usato per proteggere la pelle dal freddo, per lenire le ferite o come mezzo per facilitare il massaggio.
 Composizione:
 Solitamente  gli oli vegetali hanno un elevato contenuto(superiore all’80%), in acidi grassi insaturi  che è uno dei principali indici qualitativi. Contengno, inoltre, le ceramidi, grassi in grado di trattenere i liquidi tissutali a livello epidermico, in modo da ridurre la secchezza e l’invecchiamento della pelle; le vitamine antiossidanti ( A ed E) e i fitosteroli. L'olio di mandorle dolci. di rosa mosqueta e di borragine, sono tra quelli più ricchi di acidi grassi polinsaturi, sono oli leggeri e dal facile assorbimento da parte della pelle. Oli più densi e meno adatti al massaggio sono l'olio di germe di grano e l'olio di oliva,
  Oli base
 Sono generalmente di colore giallo paglierino, non particolarmente densi e hanno un sottile profumo; si usano per il massaggio con o senza olii essenziali tra, ad esempio l'olio di semi di girasole ,di vinaccioli, di mandorle dolci, di noccioli di pesca e di albicocche.
Oli speciali
 Ad esempio :olio di sesamo, di avocado e di germe di grano.
  Più pesanti, più viscosi e più costosi, generalmente si impiegano in piccola quantità in associazione agli oli di base,

Gli oli macerati
 Hanno la caratteristica di possedere le proprietà dell’olio nel quale la pianta, che dà il nome al prodotto finale, viene posta a macerare (in genere l’olio d’oliva o di semi di girasole) e quelle della pianta d’origine, che cede all’olio i suoi principi attivi; tra questi ricordiamo l’olio di iperico e l’olio di calendula.
In genere, si conservano al riparo dalla luce, in bottiglie di vetro scuro e lontano da fonti di calore . data la predisposizione all'irrancidimento.

La diluizione
Gli oli vegetali, usati per diluire gli o. e., costituiscono un insostituibile apporto nel massaggio aromatico perché ne aumentano la penetrabilità attraverso un meccanismo di occlusione e ne incre- mentano l’efficacia e la durata.  La quantità d’olio essenziale da sciogliere nell’olio vegetale deve essere molto bassa, intorno all’1-3%.
diluizione degli olii essenziali 
i più comuni olii essenziali per la cosmesi. 
 Dato che una goccia di o. e. corrisponde a circa 20 microlitri, diluire al 2% un o. e. significa che si aggiungeranno 10 gocce (200 microlitri) di o. e. ogni 10 millilitri di olio vegetale, e di conseguenza anche le eventuali diluizioni dovranno essere proporzionate a questo parametro.
Questa diluizione è ottima per la cura del corpo; quando si tratta del viso si diminuisce allo 0,5-1% secondo il tipo di o. e. prescelto.
 L’olio addizionato così preparato, può essere conservato ben chiuso, in luogo fresco e al buio per 2- 3 settimane; adoperando, invece, il 5- 10% d’olio di germe di grano o l’olio di jojoba, che essendo ricchi di vitamine A ed E riducono l’ossidazione, la durata può essere ulteriormente prolungata. Una raccomandazione: non usare gli o.e puri, bensì sempre veicolati.

Dalle piante agli olii essenziali 1 parte.

I miei oleoliti




sabato 20 febbraio 2016

Fashion And Beauty Francy: Dalle piante agli oli essenziali ,le sostanze funz...

IN ATTESA DELLA SECONDA PARTE DELL' ARTICOLO NEL QUALE PARLEREMO DEGLI OLI ESSENZIALI, VI PROPONGO , PER CHI SE LO FOSSE PERSO, LA PRIMA PARTE DELL' ARGOMENTO.  Dalle piante agli oli essenziali ,le sostanze funz...: Per lungo tempo la cura delle malattie dell'uomo si è basata sull'uso delle piante medicinali. Venivano utilizzati tuttavia, metodi...

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